Forlì - "E ora Poste italiane faccia alla svelta, entro fine novembre. Altrimenti, per avere i nostri soldi, ci avvarremo della 'responsabilita' solidale'", cioe' quella normativa che estende, a carico del committente, la tutela economica dei lavoratori impiegati dall'appaltatore. Non usano giri di parole i rappresentanti sindacali dei lavoratori del "Gruppomida Srl", che stamattina hanno protestato davanti alle poste di piazza Minghetti, a Bologna.
Tutti lavorano negli uffici postali nelle province di Modena, Forli'-Cesena e Rimini, senza stipendio da quasi due mesi. I lavoratori sono, riferiscono loro stessi, 53 a Modena e una quarantina a Forlì-Cesena e Rimini. "Il nostro ultimo stipendio e' quello di agosto - fa sapere Andrea Santoiemma, Filcams Cgil - mentre l'ultima busta paga e' addirittura del mese prima". Santoiemma denuncia i "mancati versamenti contributivi all'Inps, fermi a marzo". Oltre a cio', i lavoratori lamentano la "mancata forniture di divise da lavoro e scarpe antiscivolo".
Casi denunciati, ribadisce Santoiemma, "anche all'Ispettorato e alla Medicina del Lavoro". La sindacalista Cgil di Forli'-Cesena, Lorena Giorgini, sottolinea che "abbiamo piu' volte sollecitato l'azienda per fornirci i prodotti per la pulizia, ma senza riscontro. In questo momento, le lavoratrici puliscono gli uffici solo con l'acqua, senza poter disinfettare i locali". Protestano anche contro "il mancato pagamento, previsto da contratto, dalla benzina per gli spostamenti da un comune all'altro nella provincia: eclatante il caso - informa Santoiemma - di una signora che non ha percepito 2.800 euro tra rimborsi carburante e ore supplementari lavorate e non pagate".
Spostamenti anche molto distanti tra loro ristretti in poche ore lavorative, "che fanno drasticamente diminuire il tempo a disposizione per la pulizia", afferma Stefania Battistini della Fisascat Cisl di Forli'-Cesena. Infatti, fanno sapere le organizzazioni sociali, "molti dei contratti part-time sono anche inferiori alle cinque ore settimanali, 15-18 ore se va bene, con stipendi intorno ai 300-400 euro". Ma al danno si aggiunge la beffa: "Se gli stipendi sono inferiori a 100 euro - informa la Filcams Cgil - ti pagano ogni tre mesi, anche se la busta paga arriva ogni mese".
Molte lavoratrici ricordano che le loro ore pagate, come da cedolino, sono minori a quelle effettivamente lavorate: circostanza confermata anche dai sindacati. I dipendenti di "Gruppomida" dicono inoltre di aver a piu' riprese chiesto un incontro anche con l'appaltante, Poste Italiane, senza ricevere risposta. "Il nostro datore di lavoro, davanti alle nostre richieste, risponde sempre che le Poste pagano all'ultimo momento", constata Giorgini. L'appalto vinto dall'azienda fiorentina "e' stato aggiudicato per un valore di 1,2 milioni di euro, con un ribasso del 35% rispetto alla base di partenza di 1.590.000 euro- ricorda Santoiemma-: con questa cifra cosi' bassa, l'azienda non riesce a star dentro alle spese, e fa scaricabarile sui lavoratori, con un taglio costante delle ore di lavoro, e finora senza successo, dei posti di lavoro".