Rieti- Migliora il servizio Recup ma non i tempi di attesa. Entro qualche giorno si potranno prenotare visite ed esami presso gli sportelli delle Poste Italiane, grazie ad un accordo siglato con la Regione Lazio, ma paradossalmente i reatini all’atto pratico si troveranno davanti gli stessi, interminabili, tempi di attesa. Presso la Asl di Rieti, infatti, per espletare un elettrocardiogramma sotto sforzo si è costretti ad attendere il 28 maggio del 2013 (11 mesi), per una ecografia all’addome e alla tiroide il 24 aprile, per un holter cardiaco il 12 aprile, per una ecografia mammaria il 28 marzo, per una visita cardiologia e pneumologia il 28 gennaio, per una gastroscopia il prossimo 3 novembre, mentre per una visita urologica il 9 ottobre.
Il perdurare delle lungaggini nell’espletamento di esami e visite, genera un aumento esponenziale della mobilità passiva (nel 2011 sono stati 50 i milioni di euro persi dalla Asl di Rieti), causa i flussi di utenza reatina costretta a curarsi in altre Asl, anche fuori regione. A denunciare il perdurare della situazione, il delegato alla sanità della Uil Marino Formichetti: «Ci domandiamo - argomenta il sindacalista - che sanità si sta progettando, perché sappiamo che i nostri concittadini non si curano più a causa delle liste di attesa e del costo elevato delle prestazioni privatistiche. Un esempio per tutti: mentre facevamo la nostra indagine, una donna incinta chiedeva di prenotare un ecocolordoppler venoso e arterioso. Sentiti i tempi di attesa (esame al 2013) e vista l’urgenza, chiedeva la visita in intramoenia. Il costo? Trecento euro e rinuncia conseguente alla prenotazione. Nella vicina Umbria - ricorda Formichetti - abbiamo liste di attesa più brevi, ticket più bassi e anche prestazioni in intramoenia più economiche. Evidentemente la situazione richiede una attenta riflessione, così non si può continuare».
La possibilità di prenotare esami e visite presso gli sportelli di Poste Italiane, andrà ad affiancarsi al servizio di prenotazione già attivo all’interno delle 72 farmacie della provincia, messo a punto nei mesi scorsi dal manager della Asl Rodolfo Gianani. E proprio al direttore generale, la Uil Fpl chiede un costante controllo sulle attività libero professionali e l’abbattimento di tutte le liste di attesa, così da evitare casi di professionisti o definiti tali che studiano come incassare più soldi e non come curare le persone. «Noi - conclude Formichetti - saremo attenti osservatori e per favore, basta soldi per attivare centri di prenotazione Cup, la Regione pensi piuttosto a dare deroghe all’assunzione di personale e non protocolli di facciata».
Il perdurare delle lungaggini nell’espletamento di esami e visite, genera un aumento esponenziale della mobilità passiva (nel 2011 sono stati 50 i milioni di euro persi dalla Asl di Rieti), causa i flussi di utenza reatina costretta a curarsi in altre Asl, anche fuori regione. A denunciare il perdurare della situazione, il delegato alla sanità della Uil Marino Formichetti: «Ci domandiamo - argomenta il sindacalista - che sanità si sta progettando, perché sappiamo che i nostri concittadini non si curano più a causa delle liste di attesa e del costo elevato delle prestazioni privatistiche. Un esempio per tutti: mentre facevamo la nostra indagine, una donna incinta chiedeva di prenotare un ecocolordoppler venoso e arterioso. Sentiti i tempi di attesa (esame al 2013) e vista l’urgenza, chiedeva la visita in intramoenia. Il costo? Trecento euro e rinuncia conseguente alla prenotazione. Nella vicina Umbria - ricorda Formichetti - abbiamo liste di attesa più brevi, ticket più bassi e anche prestazioni in intramoenia più economiche. Evidentemente la situazione richiede una attenta riflessione, così non si può continuare».
La possibilità di prenotare esami e visite presso gli sportelli di Poste Italiane, andrà ad affiancarsi al servizio di prenotazione già attivo all’interno delle 72 farmacie della provincia, messo a punto nei mesi scorsi dal manager della Asl Rodolfo Gianani. E proprio al direttore generale, la Uil Fpl chiede un costante controllo sulle attività libero professionali e l’abbattimento di tutte le liste di attesa, così da evitare casi di professionisti o definiti tali che studiano come incassare più soldi e non come curare le persone. «Noi - conclude Formichetti - saremo attenti osservatori e per favore, basta soldi per attivare centri di prenotazione Cup, la Regione pensi piuttosto a dare deroghe all’assunzione di personale e non protocolli di facciata».