Stradella (Pavia) - Succede anche di caricare sul motorino il borsone stracolmo di lettere, di coprire tutti i santi giorni distanze che variano dai 33 ai 49 chilometri tra Broni, Stradella e circondario. La nebbia, il gelo, il traffico della via Emilia sono un optional di stagione.
Succede anche questo ai 32 portalettere in servizio al centro primario di distribuzione che raggruppa Stradella, Broni, Montù, Barbianello, Castana, Santa Maria della Versa, come si chiama la circoscrizione di recapito della posta.
Al postino motorizzato, Poste italiane non ha ancora avallato l’utilitaria aziendale, concessione che comunque, assicurano i sindacati, sarebbe prevista da contratto. E questo sarebbe solo uno dei tanti problemi dei portalettere che finiscono per ripercuotersi sull’utenza. Il primo si chiama carenza strutturale del personale titolare. Che è sotto di cinque unità. Nella migliore delle ipotesi, i postini stabili ricevono rinforzo dai contratti trimestrali affidati a colleghi inesperti provenienti da fuori, con conseguenze immaginabili sulla consegna della corrispondenza che, non a caso, a macchia di leopardo subisce ritardi o si perde del tutto. Sono a tempo 4 dei sei postini di Broni, due dei 9 in servizio a Stradella, in pratica le sei unità entrate a regime a inizio novembre per potenziare il servizio colmando (solo in parte) il deficit di organico. Tra Stradella, Broni, Montù, Barbianello, Castana e Santa Maria della Versa i portalettere dovrebbero arrivare a 37 unità. «Ci sono problemi sulle ferie, le malattie e le maternità – spiega da Slp Cisl Maurizio Dassù – Un esempio: per contratto gli straordinari non dovrebbero superare quota 250. So di alcuni che a giugno avevano già raggiunto il tetto massimo. I sei che ci hanno mandato il primo novembre non bastano a garantire un servizio decente. Ci va di mezzo il personale che si trova a gestire carichi di lavoro inaccettabili, inclusi i precari che fanno quel che possono, e ci va di mezzo l’utenza che comincia infatti a segnalare problemi sulla consegna della posta». Il colpo di grazia arriverà domani, giovedì, quando sarà indetto lo sciopero delle prestazioni straordinarie. Braccia incrociate fino al 31 dicembre, a Broni e Stradella come nel resto di Italia, a conclusione dello stato di agitazione proclamato da Cisl, Uil, e dagli autonomi Confasl e Ugl. Lo sciopero riguarda le prestazioni in regime di straordinario, quindi sarà tanto più impattante quanto più la consegna della corrispondenza dipende da un organico ai minimi termini. Come qui. «Interi quartieri rimarranno scoperti dal servizio, d’altronde mai come in questa parte dell’Oltrepo se la posta viene recapitata è perchè c’è gente che lavora oltre le 6 ore e un quarto». Da Poste Italiane nessun commento: «Di questioni sindacali parliamo nelle sedi opportune». E dire che Stradella accusa il colpo anche allo sportello. Il dipendente andato in pensione ad agosto non è mai stato reintegrato. E alle sei di sera, orario di punta, la gente si mette in coda davanti all’unico sportello aperto dei sei presenti.