Il giudice del tribunale di Larino (Campobasso) ordina alle Poste di assumere una lavoratrice di una ditta appaltatrice. La sentenza, destinata a fare giurisprudenza, ha riconosciuto ad una lavoratrice il diritto ad essere assunta a tempo indeterminato da Poste Italiane, in qualita' di porta lettere, nonostante il suo rapporto di lavoro con una impresa esterna alla societa'. Il giudice ha ravvisato tra Poste Italiane e l'impresa esterna l'attivita' di intermediazione di mano d'opera. Da qui la condanna di Poste Italiane anche a pagare tutte le differenze retributive maturate dall'agosto 2003 a maggio 2007. "Sono sempre piu' frequenti - ha spiegato il legale della donna, Vincenzo Iacovino - all'interno di quei rapporti che solo apparentemente vengono qualificati come appalti di servizi - ha sottolineato il legale Iacovino -, si celano sempre piu' frequentemente veri e propri appalti irregolari di mano d'opera. Una tecnica sempre piu' utilizzata dalle aziende per evitare di assumere direttamente i lavoratori ed assicurare loro tutte le tutele di legge".